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presentazione

 

KAMIKAZE & ROCK 'N' ROLL

kamikaze_ombra

 

di e con Gaspare Nasuto e Alessio Di Modica

                                   spettacolo di Cunto e Guratelle

 

 


Quante battaglie Pulcinella ha fatto contro la Morte? Ma stavolta Pulcinella non c’è!

Quante battaglie hanno raccontato i cuntisti? Ma stavolta non ci sono paladini!

I burattini hanno lignei occhi orientali e le storie per scenario hanno il paese del Sol Levante.

I linguaggi popolari del cunto e delle guarattelle si confondono senza più sapersi distinguere uno dall’altro, si tingono della tradizione letteraria nipponica con alcune citazione dei testi di Mishima.

Il dramma dei Kamikaze portò migliaia di giovani a morire in nome di una “divinità”.

Oggi sembra che nulla sia cambiato.

Il crollo del Giappone alla fine della seconda guerra mondiale ci racconta l’acutizzarsi della ferocia degli ideali e della vittoria a tutti costi dall’una e dall’altra parte , una ferocia di ideali che viene messa in scena partendo dai Kamikaze e finisce nell’ultimo gesto estremo disperato in sembianze di composto onore: il seppuku, il suicidio rituale. Un sacrificio sanguinolento che affonda la sua essenza nelle disciplina e nella violenza.Tuttavia il giudizio non prende il sopravvento sulla storia, lascia il passo alla cruenta narrazione di uno dei paesi più controversi della storia, in cui tradizione disciplina, cultura e modernità non hanno confini.

Nasuto e Di Modica con le loro tecniche irrompono sulla scena come due esseri soprannaturali, un siciliano e un napoletano, due spiriti che per caso si trovano dentro una seduta spiritica che invoca gli “spiriti eroici dei Kamikaze” , i due dovranno sfoderare tutti i trucchi dei loro mestieri per riuscire a fuggire da questa seduta spiritica.

L’incontro tra Alessio Di Modica e Gaspare Nasuto, si fonda sulla conoscenza e l’utilizzo di tecniche antichissime teatrali. Il “Cunto” siciliano e “Le guarattelle” napoletane sono intesi come nuovo linguaggio espressivo e contemporaneo che parte dalla tradizione ma perde nettamente e rifiuta i confini folclorici, per trasformarsi in viaggio vibrante verso una piena restaurazione del codice antico teatrale.

La ritualità spirituale dei mestieri e della messa in scena farà vivere allo spettatore l’attualità dei temi trattati come momento di salvaguardia della memoria collettiva umana e artistica, contro ogni negazionismo in nome di ideologie nazionaliste o religiose.




 


 

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